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Rappresentazione visiva dell'articolo: Novità previdenziali 2026: 

cosa cambia per pensioni pubbliche e complementari

La Legge di Bilancio 2026 introduce una serie di aggiornamenti rilevanti in materia previdenziale, che interessano sia la previdenza pubblica sia la previdenza complementare. Alcune regole restano invariate per il 2026, mentre sono già definiti gli adeguamenti che scatteranno dal 2027 e dal 2028.

Di seguito una sintesi strutturata e operativa delle principali novità, utile per comprendere l’impatto sulle scelte di pianificazione previdenziale.



🏛️ Previdenza pubblica

Requisiti pensionistici

Per il 2026 i requisiti di accesso alla pensione restano invariati. Tuttavia, è già previsto un progressivo adeguamento legato alla speranza di vita:

dal 2027: +1 mese su tutti i requisiti;

dal 2028: +2 mesi aggiuntivi.

L’incremento complessivo sarà quindi di 3 mesi rispetto al 2026. Restano esclusi da questi adeguamenti i lavoratori impiegati in attività usuranti o gravose e i lavoratori precoci, se addetti a tali mansioni.


Pensione anticipata

Lavoratori contributivi e misti (2026)

• Uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi

• Donne: 41 anni e 10 mesi di contributi

• Finestra di uscita: 3 mesi

Solo contributivi

• Età minima: 64 anni

• Contributi: 20 anni

• Importo minimo richiesto:

- ≥ 3 volte l’assegno sociale (uomini e donne senza figli)

- ≥ 2,8 volte (donne con un figlio)

- ≥ 2,6 volte (donne con almeno due figli)

Per i trattamenti anticipati, l’importo lordo mensile non può superare 5 volte il trattamento minimo fino al raggiungimento dell’età di vecchiaia.


Pensione di vecchiaia

67 anni di età con 20 anni di contributi

• In alternativa: 71 anni di età con 5 anni di contributi (solo contributivi)

• Nessuna finestra di uscita

Per le donne con contributi interamente post 1996 (o che optano per il ricalcolo contributivo) è previsto un anticipo dell’età pensionabile in funzione del numero di figli, fino a un massimo di 16 mesi.


Cosa cambia dal 2027 e 2028

Tutti i principali canali di pensionamento (anticipata e vecchiaia, contributivi e misti) subiranno gli incrementi sopra citati, sia sul requisito anagrafico sia su quello contributivo.


Fine di Opzione Donna e Quota 103

La Legge di Bilancio non ha previsto proroghe. Chi non ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025 non potrà più accedervi.


Bonus per chi resta al lavoro (c.d. Bonus Giorgetti)

I lavoratori che, pur avendo maturato i requisiti per la pensione anticipata, scelgono di restare in attività possono richiedere che la quota di contribuzione a loro carico (9,19%) venga corrisposta direttamente in busta paga:

• la somma non è tassata;

• non incrementa l’importo della pensione futura.


APE Sociale prorogata

L’APE Sociale è prorogata fino al 31 dicembre 2026, con requisito anagrafico pari a 63 anni e 5 mesi. Resta riservata a specifiche categorie (disoccupati, invalidi, caregiver e addetti a lavori gravosi) e con un importo massimo di 1.500 € lordi mensili.


Dipendenti pubblici e NASpI

• Dal 2027 la liquidazione (TFS/TFR) sarà corrisposta dopo 9 mesi dal pensionamento (anziché 12).

• Dal 2026 l’anticipo NASpI per avvio di attività autonoma sarà erogato in due tranche: 70% subito, 30% a fine periodo.



🧩 Previdenza complementare

(in vigore dal 1° luglio 2026)

Adesione automatica

I lavoratori del settore privato alla prima assunzione saranno iscritti automaticamente a una forma di previdenza complementare tramite silenzio-assenso entro 60 giorni, con conferimento:

• del TFR maturando;

• dei contributi del lavoratore e del datore di lavoro.

Il meccanismo sarà esteso anche ai lavoratori già occupati, in assenza di una scelta esplicita.


Nuove regole rispetto al silenzio-assenso attuale

• adesione più rapida (60 giorni);

• contribuzione piena (non solo TFR);

• decorrenza dalla data di assunzione;

• linee di investimento predefinite coerenti con età e orizzonte temporale (logica life cycle).


Trasferibilità del contributo datoriale

Dopo due anni di partecipazione, sarà possibile trasferire l’intera posizione – incluso il contributo del datore di lavoro – da un fondo negoziale a un fondo aperto o a un PIP, mantenendo il beneficio contributivo se restano validi i requisiti contrattuali.


Fondo Tesoreria INPS

L’obbligo di versamento del TFR al Fondo Tesoreria sarà esteso progressivamente anche alle aziende che superano determinate soglie dimensionali nel tempo. Per il lavoratore non cambia l’effetto economico, ma il TFR già versato diventa definitivamente non trasferibile.


Più deducibilità e più capitale

• Dal 2026 il limite di deducibilità fiscale sale a 5.300 € annui.

• Possibilità di recupero del plafond non utilizzato nei primi anni fino a 7.950 € annui.

• La quota di capitale richiedibile al pensionamento sale dal 50% al 60%.


Nuove modalità di erogazione

Vengono introdotte nuove opzioni al pensionamento:

• rendita a durata definita;

• prelievi parziali programmabili;

• erogazione frazionata del montante per almeno 5 anni.

Le prestazioni restano fiscalmente agevolate e pignorabili nei limiti di legge.



🔎 Conclusioni

Le novità introdotte rafforzano il ruolo della previdenza complementare come strumento centrale nella pianificazione di lungo periodo, soprattutto in un contesto di progressivo innalzamento dei requisiti pensionistici pubblici.

Valutare per tempo le scelte previdenziali consente di evitare decisioni affrettate e di sfruttare al meglio le opportunità fiscali e normative disponibili.


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