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Rappresentazione visiva dell'articolo: Investitori italiani: 

fiducia, costi e trasparenza al centro della consulenza finanziaria

Il panorama degli investimenti in Italia sta cambiando rapidamente. Cresce il numero di risparmiatori che scelgono di gestire i propri soldi in autonomia, ma allo stesso tempo aumenta la consapevolezza che un consulente finanziario indipendente possa fare la differenza in termini di fiducia, trasparenza e controllo dei costi.

Una recente ricerca YouGov in collaborazione con Consultique presentata al FeeOnly Summit 2025, dove nel 2023 Alessio Trottarelli è stato premiato come Miglior consulente finanziario del Nord-Ovest (esclusa la Lombardia) – fotografa in dettaglio le abitudini e le percezioni degli investitori italiani.



👥 Chi investe in Italia

Dallo studio emerge che circa un terzo della popolazione adulta italiana, pari a oltre 16 milioni di persone, dichiara di avere investimenti attivi in azioni, obbligazioni, fondi, ETF e strumenti di previdenza.

Alcuni dati chiave:

● la maggior parte degli investitori appartiene alla fascia 35-54 anni e over 55;

● prevalgono i residenti nel Nord Italia, soprattutto Nord Ovest e Nord Est;

● il livello medio di istruzione è più alto rispetto alla popolazione generale, con molti laureati.



🤝 Autonomia o consulente?

Gli investitori si dividono in due grandi categorie:

● il 44% preferisce investire in autonomia, senza alcun supporto professionale;

● il 52% si affida a un consulente finanziario, con una maggiore concentrazione tra i più giovani e tra chi dispone di redditi medio-alti.


Questo equilibrio dimostra che il bisogno di consulenza c’è, ma richiede modalità nuove, più vicine ai bisogni reali delle persone.



💡 Cosa conta davvero nella scelta

Secondo la ricerca, i criteri principali che guidano la scelta di un consulente sono:

fiducia personale e relazione umana;

competenze tecniche e preparazione;

trasparenza sui costi e assenza di conflitti di interesse;

esperienza e continuità nel tempo.


Il tema della trasparenza risulta centrale: molti investitori non conoscono esattamente quanto pagano e non sempre ricevono informazioni in euro, ma solo in percentuale.



⚖️ Costi e consapevolezza

Un altro elemento critico riguarda la percezione dei costi:

● solo una minoranza ha confrontato il rendimento dei propri investimenti con portafogli a costo più basso;

● i giovani (18-34 anni) risultano i più sensibili a questo tema e i più interessati a soluzioni più efficienti dal punto di vista dei costi;

● la maggior parte degli investitori ritiene che un consulente remunerato unicamente dal cliente offrirebbe consigli diversi e più indipendenti.



🌱 Le opportunità per la consulenza indipendente

Dalla ricerca emergono tre linee guida fondamentali per il futuro della consulenza:

1. Costruire fiducia → creare un rapporto solido e duraturo con il cliente.

2. Educare ai costi → spiegare chiaramente quanto si paga e cosa si riceve in cambio.

3. Garantire indipendenza → distinguersi dai modelli basati sulla vendita di prodotti, che possono generare conflitti di interesse.


In particolare, i giovani investitori rappresentano una fascia strategica: digitali, attenti ai costi e meno legati ai modelli tradizionali, sono i più predisposti a considerare la consulenza indipendente come una valida alternativa.



📌 Conclusione

La fotografia scattata dalla Ricerca YouGov in collaborazione con Consultique, nel mese di settembre 2025 mostra un’Italia divisa tra investitori “fai-da-te” e risparmiatori che cercano un professionista di fiducia. Le parole chiave sono chiare: fiducia, trasparenza e indipendenza.



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