
Se lavori nel settore chimico, farmaceutico o in uno dei comparti affini, prima o poi l’ufficio del personale ti ha parlato di Fonchim. Spesso la decisione si riduce a una firma su un modulo, presa di fretta e senza aver capito davvero cosa si sta scegliendo.
In questo articolo mettiamo in fila le informazioni principali sul fondo, comprese le novità introdotte nel 2026, con un taglio diverso da quello del materiale promozionale: guardiamo sia i punti di forza, sia gli aspetti che meritano attenzione.
🏛️ Cos’è Fonchim
Fonchim è un fondo pensione negoziale, cioè nato dalla contrattazione collettiva nazionale, ed è iscritto all’Albo COVIP con il numero 1. È stato pensato per i lavoratori dell’industria chimica e farmaceutica e, nel tempo, si sono aggiunti altri settori: GPL, vetro, lampade e cinescopi, coibenti e abrasivi. Tre caratteristiche lo distinguono dai prodotti previdenziali di banche e assicurazioni:
✅ è un’associazione senza scopo di lucro, quindi non deve generare utili per un azionista;
✅gli organi di governo (assemblea, consiglio di amministrazione, collegio dei revisori) sono paritetici: metà rappresentanti dei lavoratori, metà delle imprese;
✅ è un fondo chiuso: possono aderire solo i lavoratori a cui si applicano i contratti collettivi previsti.
Qualche numero per inquadrare le dimensioni: al 31 dicembre 2025 gli aderenti erano 189.415 e le aziende attive 2.580. Il patrimonio complessivo sfiora i 10 miliardi di euro, di cui circa 8,2 miliardi nel comparto Stabilità, 1,3 miliardi nel Crescita e 0,4 miliardi nel Garantito.
🎯 A cosa serve
Lo scopo di un fondo pensione è integrare la pensione pubblica. Con il passaggio al sistema contributivo (riforma Dini del 1995), l’assegno INPS dipende dai contributi effettivamente versati e non più dalle ultime retribuzioni. Il risultato, per chi ha iniziato a lavorare dal 1996, è un tasso di sostituzione sensibilmente più basso rispetto alle generazioni precedenti.
ll sito del fondo indica una pensione pubblica pari a circa il 50% dell’ultima retribuzione. È un ordine di grandezza utile per capire il problema, ma va preso per quello che è: la stima deriva da una tabella governativa del 2002, con requisiti di età e contribuzione ormai superati. Il dato reale dipende dalla carriera di ciascuno e va calcolato caso per caso.
💶 Come si versa
La contribuzione è mensile e passa interamente dalla busta paga. È composta da quattro voci:
✅ quota del lavoratore, nella misura minima fissata dal CCNL;
✅ quota dell’azienda, anch’essa fissata dal CCNL (la contrattazione aziendale può migliorarla);
✅ TFR maturando, cioè il TFR che matura dopo l’iscrizione;
✅ quota assicurativa, interamente a carico dell’azienda, che finanzia una copertura in caso di premorienza o invalidità permanente.
A queste si può aggiungere una contribuzione volontaria. Contributo del lavoratore, contributo aziendale e versamenti volontari sono deducibili dal reddito fino a 5.300 euro l’anno, e la deduzione viene applicata direttamente in busta paga.
Un punto spesso sottovalutato: è possibile aderire versando solo il TFR, ma in questo caso si rinuncia al contributo dell’azienda e alla copertura assicurativa. Lo stesso accade se si sospende il proprio contributo. In termini pratici, significa lasciare sul tavolo una parte di retribuzione che spetta per contratto.
📊 I tre comparti di investimento
Fonchim è un fondo multicomparto e offre tre linee:
✅ Garantito (95% di obbligazioni e 5% di azioni): profilo prudente, con garanzia di restituzione dei versamenti in casi specifici
✅ Stabilità (70% obbligazioni e 30% di azioni): Bilanciato a prevalenza obbligazionaria
✅ Crescita (40% obbligazioni e 60% di azioni): Bilanciato a prevalenza azionaria
Le percentuali indicano il peso neutrale del benchmark di riferimento.
La gestione è affidata a società specializzate, selezionate tramite bando pubblico.
Il comparto Garantito investe soprattutto in titoli di Stato dell’area euro a breve e medio termine, con una quota minoritaria di obbligazioni societarie e azioni europee e americane.
Dove si finisce se non si sceglie. Con l’adesione esplicita si entra di default nel comparto Stabilità. Dal 1° luglio 2026, per le nuove adesioni automatiche previste dalla Legge di Bilancio 2026, il fondo assegna il comparto in base all’età: Crescita fino a 44 anni, Stabilità tra 45 e 59, Garantito dai 60 in su. È una soluzione transitoria: entro il 30 giugno 2027 Fonchim dovrà istituire veri e propri percorsi di investimento legati all’orizzonte temporale e all’età, che saranno disponibili per tutti gli iscritti.
Cambiare comparto: lo switch si fa solo dall’area riservata e solo in tre finestre l’anno: gennaio, maggio e ottobre. Il primo cambio è gratuito, i successivi costano 10 euro e richiedono almeno 12 mesi dal precedente.
Cosa garantisce il Garantito: la garanzia copre la restituzione di quanto versato (al netto di alcuni oneri e di eventuali anticipazioni o riscatti già incassati), ma si attiva solo al verificarsi di eventi precisi: pensionamento, invalidità, decesso, inoccupazione oltre 48 mesi, anticipazioni per spese sanitarie o per la prima casa, RITA e pochi altri casi. In tutte le altre situazioni conta solo il valore della quota.
La convenzione attuale scade il 15 novembre 2028 e il rinnovo potrebbe prevedere condizioni diverse.
💰 Quanto costa
Il fondo si presenta come una previdenza “low cost” e le ragioni strutturali sono solide: nessuna rete di vendita da remunerare, nessuno scopo di lucro, forte potere negoziale con i gestori grazie alle dimensioni. Le voci principali sono:
✅ iscrizione una tantum di 16 euro (4 a carico del lavoratore, 12 dell’azienda);
✅ spese amministrative di 24 euro l’anno;
✅ costi di gestione finanziaria variabili per comparto, riportati nella scheda costi della Nota informativa;
✅ 25 euro per ogni anticipazione e per la gestione di pratiche di cessione del quinto.
Il nostro consiglio è di non fermarsi all’etichetta. L’indicatore da guardare è l’ISC (Indicatore sintetico dei costi), che sintetizza l’incidenza complessiva dei costi su diversi orizzonti temporali e consente un confronto oggettivo con altre forme pensionistiche tramite il comparatore pubblicato da COVIP.
🏠 Anticipazioni: quando si può usare il capitale prima della pensione
Le anticipazioni si calcolano sull’intera posizione maturata, non solo sul TFR, e sono più ampie di quelle ottenibili dal TFR lasciato in azienda:
- fino al 75%, in qualsiasi momento, per spese sanitarie gravi per sé o per i figli;
- fino al 75%, dopo 8 anni di iscrizione, per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa (anche per i figli);
- fino al 30%, dopo 8 anni di iscrizione, senza dover motivare la richiesta.
Le richieste possono essere ripetute, purché non si superino i limiti percentuali complessivi.
Va detto con chiarezza che ogni anticipazione riduce il capitale che lavorerà fino alla pensione: è uno strumento utile in caso di necessità, non un conto corrente di riserva.
🆕 Le novità 2026: nuove modalità di uscita
La Legge di Bilancio 2026 ha ampliato le forme in cui si può ricevere la prestazione pensionistica. Oltre al capitale e alla rendita vitalizia, Fonchim offre ora tre alternative erogate direttamente dal fondo:
✅ rendita a durata definita (dal 1° luglio 2026): il capitale viene pagato a rate per un numero di anni pari alla speranza di vita residua calcolata sulle tavole ufficiali;
✅ prelievi (dal 1° luglio 2026): si preleva al bisogno, entro il limite delle rate che si sarebbero maturate con la rendita a durata definita, con un minimo di 1.000 euro per prelievo e almeno 6 mesi tra un prelievo e l’altro;
✅ erogazione frazionata (dal 31 ottobre 2026): il capitale viene pagato a rate per una durata scelta dall’aderente, non inferiore a cinque anni.
Per accedervi servono il pensionamento e almeno 5 anni di iscrizione. Resta il limite del 50% in capitale, con il resto in rendita. Si può ritirare tutto in capitale solo se, convertendo in rendita almeno il 70% della posizione, si otterrebbe un importo annuo inferiore alla metà dell’assegno sociale (7.101,12 euro nel 2026).
Il pregio principale di queste soluzioni è che il capitale non utilizzato resta dell’aderente: in caso di decesso, il residuo può essere riscattato dai beneficiari designati, cosa che con la rendita vitalizia non accade.
Ci sono però alcuni vincoli da conoscere prima di scegliere: le nuove prestazioni non sono cumulabili né revocabili (anche se il residuo può essere convertito in rendita vitalizia) e l’importo delle rate varia con l’andamento dei mercati, perché il capitale resta investito.
Il fondo segnala inoltre che i pagamenti partiranno a completamento dell’adeguamento normativo, comunque entro il 31 dicembre 2026.
🧾 La fiscalità
Il trattamento fiscale è uno dei vantaggi più concreti della previdenza complementare e agisce in tutte e tre le fasi:
- versamento: deduzione dei contributi fino a 5.300 euro l’anno;
- accumulo: rendimenti tassati al 20%, ridotto al 12,5% sulla parte investita in titoli di Stato italiani ed esteri della white list;
- prestazione: aliquota del 15% che scende dello 0,30% per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino a un minimo del 9% dopo 35 anni.
Due eccezioni da tenere presenti.
L’erogazione frazionata ha un regime meno favorevole: si parte dal 20% e si scende fino al 15%. In alcuni casi, come le anticipazioni senza motivazione o per la prima casa, l’aliquota è del 23%, comunque inferiore a quella che si pagherebbe in busta paga.
Chi cambia lavoro e perde i requisiti per restare in Fonchim può trasferire la posizione a un altro fondo senza alcuna imposta: nella maggior parte dei casi è una scelta più conveniente del riscatto.
⚖️ La nostra lettura indipendente
Punti di forza
✅ Il contributo aziendale è un vantaggio che nessuna forma individuale può replicare.
✅ La struttura senza fini di lucro e senza rete distributiva tiene i costi bassi.
✅ La governance paritetica e la vigilanza COVIP offrono un buon livello di controllo.
✅ Le nuove prestazioni del 2026 rendono l’uscita più flessibile e tutelano gli eredi.
Punti di attenzione
⚠️ La scelta del comparto pesa più di quanto sembri. Il default Stabilità (30% azionario) può risultare prudente per chi ha 25 o 30 anni di orizzonte davanti. Il default per età delle adesioni automatiche è un passo avanti, ma resta una regola generale, non una valutazione personale.
⚠️ Il Garantito come default in fase di erogazione rischia di essere poco coerente con orizzonti che possono durare vent’anni. La scelta va fatta consapevolmente al momento della richiesta.
⚠️ La gamma è essenziale: tre comparti e tre finestre di switch l’anno. Semplice da gestire, ma con margini di personalizzazione limitati.
⚠️ La garanzia del Garantito non è incondizionata: vale solo in casi specifici ed è legata a una convenzione che scade nel 2028.
⚠️ I valori quota pubblicati in home page (a settembre 2026: 26,892 euro per Stabilità, 37,005 per Crescita, 12,780 per Garantito) non indicano da soli il rendimento: i comparti sono nati in anni diversi. Per confrontarli servono i rendimenti medi annui su orizzonti omogenei.
⚠️ Aderire con il solo TFR o sospendere il proprio contributo significa rinunciare al contributo dell’azienda.
Conclusione
Per la gran parte dei lavoratori del settore, la domanda non è tanto se aderire a Fonchim, quanto come farlo: con quale contribuzione, in quale comparto, con quale strategia di uscita e in che rapporto con il resto del proprio patrimonio.
Sono decisioni che dipendono dall’età, dalla carriera contributiva, dagli obiettivi e dalle altre forme di risparmio già in essere.
Un fondo ben strutturato non basta, se le scelte fatte al suo interno non sono coerenti con la propria situazione.