
Dal 2 gennaio 2024, in Italia è in vigore il diritto all'oblio oncologico, introdotto dalla Legge n. 193 del 7 dicembre 2023. Questa normativa rappresenta un passo fondamentale per garantire la parità di trattamento e prevenire discriminazioni nei confronti delle persone guarite da patologie oncologiche.
🔹 Cos'è il diritto all'oblio oncologico
Il diritto all'oblio oncologico consente alle persone guarite da una malattia oncologica di non fornire informazioni né subire indagini riguardo alla propria pregressa condizione patologica, nei casi previsti dalla legge.
In particolare, questo diritto si applica quando:
● sono trascorsi 10 anni dalla conclusione del trattamento attivo senza recidive;
● il periodo si riduce a 5 anni se la diagnosi è avvenuta prima del compimento del 21° anno di età.
● per alcune patologie specifiche, i termini possono essere ulteriormente ridotti secondo quanto previsto dall'Allegato I del Decreto del Ministero della Salute del 22 marzo 2024.
🔹 Ambiti di applicazione
Il diritto all'oblio oncologico si applica in diversi ambiti, tra cui:
📌 Servizi bancari e finanziari: accesso a mutui e prestiti senza obbligo di dichiarare la pregressa malattia.
📌 Assicurazioni: stipula e rinnovo di polizze senza discriminazioni legate a precedenti patologie oncologiche.
📌 Adozioni: procedimenti di adozione senza necessità di fornire informazioni su malattie oncologiche pregresse.
📌 Lavoro: partecipazione a concorsi e selezioni senza obbligo di dichiarare precedenti diagnosi di cancro.
🔹 Il Provvedimento IVASS n. 169/2026
Per garantire l'effettiva applicazione del diritto all'oblio oncologico nel settore assicurativo, l'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS) ha emanato il Provvedimento n. 169 del 15 gennaio 2026. Questo provvedimento modifica i Regolamenti IVASS nn. 40/2018 e 41/2018, introducendo disposizioni specifiche:
✔ Divieto di raccolta e utilizzo di informazioni sanitarie pregresse: le imprese di assicurazione e i distributori non possono richiedere, raccogliere o utilizzare dati relativi a patologie oncologiche pregresse se sono trascorsi i termini previsti dalla legge.
✔ Obbligo di informativa: è previsto l'inserimento di una sezione dedicata al diritto all'oblio oncologico nei Moduli Unici Precontrattuali (MUP) e nei Documenti Informativi Precontrattuali aggiuntivi (DIP aggiuntivi), per informare chiaramente i contraenti sui loro diritti.
✔ Cancellazione dei dati: le informazioni sanitarie pregresse devono essere cancellate entro 30 giorni dal ricevimento della certificazione attestante l'avvenuto oblio oncologico, in conformità con la normativa vigente.
✔ Adeguamento entro 15 giorni: le imprese e i distributori di assicurazioni devono adeguare la documentazione contrattuale e precontrattuale entro 15 giorni dalla pubblicazione del Provvedimento nella Gazzetta Ufficiale.
🔹 Come ottenere la certificazione di oblio oncologico
Sebbene la legge preveda che le persone guarite non siano tenute a fornire informazioni sulla loro pregressa condizione, è possibile richiedere una certificazione di avvenuto oblio oncologico. Questa certificazione può essere utile, ad esempio, per rinegoziare contratti assicurativi o mutui stipulati a condizioni meno favorevoli prima dell'entrata in vigore della legge. Il certificato deve essere rilasciato entro 30 giorni dalla richiesta e senza alcun costo per il richiedente.
L'istanza per ottenere il certificato può essere presentata ad uno dei seguenti soggetti:
● Struttura sanitaria pubblica o privata accreditata;
● Medico dipendente del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) nella disciplina attinente alla patologia oncologica per la quale si richiede l'oblio;
● Medico di medicina generale (MMG);
● Pediatra di libera scelta, se il richiedente è minorenne.
🔹 Conclusione
Il diritto all'oblio oncologico rappresenta un importante passo avanti nella tutela dei diritti delle persone guarite da patologie oncologiche, garantendo loro la possibilità di vivere senza discriminazioni legate al proprio passato medico. Con l'attuazione del Provvedimento IVASS n. 169/2026, si rafforza ulteriormente la protezione di questi diritti nel settore assicurativo, promuovendo l'equità e la dignità per tutti.