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Rappresentazione visiva dell'articolo: Buoni pasto digitali: soglia di esenzione a 10 euro dal 2026

Con la Legge di Bilancio 2026 è stato confermato l’innalzamento definitivo della soglia di esenzione fiscale dei buoni pasto digitali da 8 a 10 euro al giorno.

Una modifica strutturale che rafforza il ruolo dei buoni pasto come strumento centrale di welfare aziendale e che ha effetti concreti sul potere d’acquisto dei lavoratori e sulle scelte delle imprese.

Vediamo cosa cambia dal 2026 e quali sono le implicazioni operative.


📌 Cosa cambia dal 2026

A partire dal 1° gennaio 2026, la disciplina fiscale dei buoni pasto prevede:

Buoni pasto digitali (elettronici): esenzione fiscale e contributiva fino a 10 euro al giorno

Buoni pasto cartacei: soglia di esenzione invariata a 4 euro al giorno

L’aumento riguarda esclusivamente il limite esente. Non introduce obblighi per le aziende, ma amplia il margine entro cui il beneficio può essere riconosciuto senza tassazione.


💶 L’impatto economico per i lavoratori

L’effetto della nuova soglia è immediatamente misurabile.

Su una media di circa 220 giornate lavorative annue:

• soglia precedente (8 €): 1.760 euro annui esenti

• nuova soglia (10 €): 2.200 euro annui esenti

La differenza è pari a circa 440 euro netti all’anno, che non concorrono alla formazione del reddito e non sono soggetti a IRPEF né contributi INPS.

In un contesto di inflazione ancora elevata e salari medi sotto pressione, il beneficio assume un valore concreto e immediatamente fruibile.


👥 Cosa significa per chi lavora

Dal punto di vista dei lavoratori, l’aumento della soglia comporta:

maggiore potere d’acquisto netto, senza effetti fiscali;

• utilizzo flessibile per spese alimentari, ristorazione e servizi convenzionati;

• una forma di welfare stabile, certa e facilmente percepibile.

Il buono pasto si conferma uno degli strumenti più apprezzati perché incide direttamente sulla spesa quotidiana.


🏢 I vantaggi per le aziende

Per le imprese, la nuova soglia rappresenta un’opportunità rilevante in termini di pianificazione del costo del lavoro:

maggiore efficienza fiscale rispetto ad un aumento retributivo di pari importo;

deducibilità integrale del valore riconosciuto entro il limite di 10 euro;

• possibilità di rafforzare le politiche di welfare senza incrementare il costo lordo.

Le aziende che già riconoscevano buoni pasto digitali di valore pari o superiore a 10 euro vedranno ridursi la quota fiscalmente penalizzata.


📲 Digitale e cartaceo: una differenza ormai strutturale

La conferma dell’aumento solo per i buoni digitali consolida una distinzione ormai chiara:

• il digitale beneficia di una soglia più elevata, maggiore tracciabilità e gestione semplificata;

• il cartaceo resta fermo a 4 euro, con minori vantaggi fiscali e operativi.

La normativa indirizza in modo esplicito le aziende verso soluzioni elettroniche, più efficienti e sostenibili.


⚠️ Cosa non cambia con la nuova soglia

È importante chiarire alcuni aspetti che restano invariati:

• l’aumento riguarda solo la parte esente, non il valore automatico del buono;

• eventuali importi eccedenti i 10 euro restano soggetti a tassazione;

• il beneficio deve essere riconosciuto alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee;

• nel settore pubblico permangono specifici vincoli di spesa.

La scelta di adeguare o meno il valore dei buoni resta quindi in capo all’azienda.


🧠 Buoni pasto e modalità di lavoro

I buoni pasto continuano ad essere riconosciuti in funzione delle giornate lavorate, anche in presenza di:

• smart working e lavoro da remoto;

• part-time, salvo diverse previsioni contrattuali;

• organizzazione flessibile dell’orario di lavoro.

Non esiste un obbligo generalizzato di erogazione: il riconoscimento dipende da contratti collettivi, accordi aziendali e policy interne.


Conclusione

L’aumento definitivo a 10 euro della soglia di esenzione dei buoni pasto digitali, in vigore dal 2026, rafforza il welfare aziendale come leva concreta di sostegno al reddito.

Per i lavoratori significa più valore netto; per le aziende, uno strumento fiscalmente efficiente per migliorare il pacchetto di benefit.

In questo scenario, diventa strategico per imprese e responsabili HR valutare se e come adeguare le proprie politiche sui buoni pasto, integrandole in una visione più ampia di welfare e gestione del costo del lavoro.


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